Dirò la mia sciocchezza: Berlusconi ha riportato il suo ( ma proprio suo ) partito alla vittoria in senato ( alla camera mentre scrivo è sotto dello 0,9 per cento e niente è dunque impossibile ) con promesse e affermazioni cui non darà seguito, veramente : tutto quel che voleva, e che ha ottenuto, era mantenere e proteggere i propri interessi. Grillo ha fatto trionfare il M5s ( che non è suo ) con modi e contenuti populisti spesso, ma non privi di ragioni e di vere risposte alla crisi della politica tradizionale e del Paese. Basta guardare la composizione dei parlamentari dei due schieramenti per notare che quelli di B hanno le idee (?) e le intenzioni di B ( evasione fiscale tollerata - condono tombale - immunità - affarismo - … ) , mentre gli attivisti ( quelli nelle liste ma anche gli altri ) dei 5stelle condividono fra loro idee e progetti, sogni e istanze che già esistevano, presenti in larghi settori della società, cui Grillo ha dato organizzazione e comunicazione.

Ora, dunque, è sbagliato secondo me confondere una affermazione frutto di interessi privati e conservatori con quella rappresentativa di interessi comuni e modernizzatori.

Detto ciò non credo che l’azione politica dei parlamentari del M5s sarà semplice: ora che hanno la responsabilità di dover rispondere alle attese dei propri elettori che, come dicevo, sono uniti nel desiderio e nella frustrazione, ma sono necessariamente portatori di interessi diversi e a volte in conflitto fra loro, se non altro in termini di priorità - ora dovranno imparare a fare politica, dopo aver imparato a conquistare credibilità.

La sconfitta ( anche se vincesse alla camera ) del partito che ho votato nasce dal fatto che non ha saputo né comprendere né interpretare né i bisogni né i desideri del popolo di cui dice di essere il naturale rappresentante.

Perché ho votato PD, allora?
Per inerzia, per indolenza e malintesa appartenenza. E per speranza.

Ma di questo scriverò un’altra volta. Forse, se riesco a essere chiaro e onesto.

Un’ultima cosa: non grillizzate il M5s. Non rifate l’errore commesso con Berlusconi. Non si assomigliano loro, tranne che nella forza comunicativa. Non si assomigliano i loro seguaci, fuori o dentro il parlamento.