ANDREA:

«  Nelle compensazioni di un Eros ripudiato - girare fra labbra e orecchie una frase letta e risuonata, fino a trasformarla ( per successive metafore dedotte dal proprio linguaggio segreto ) in una altra frase, identica e diversa ; raccogliere fra denti e palato abbastanza saliva da farne tre sacchettini schiumosi, e deglutirli uno dopo l’altro, a rapido-ma non troppo intervallo, godendo il piacere di sentire i liquidi passare dalle guance alla gola alla trachea all’esofago allo stomaco allo sfintere, al kundalini…; soffiarci il naso con abbandono, o meglio ancora: starnutire senza ritegno, felici già all’anticipazione del friccichio sotto le narici che prelude allo schiudersi della bocca, e all’esplosione ( finalmente davvero libero e incontrollato ) del tuo essere più vero sotto forma di
EEEHT—-CHUUUUUUUUUUUM !! …

Nell’eros esiliato c’è più intrattenuta e prolungata, multiforme e condensata felicità, più duraturo e cangiante conseguimento, più immortalità estatica e fisica di ogni stabile, di ogni orgasmico conseguimento amoroso: per questo ti sono grato/a, per avermi respinta/o. Per questo, dunque, ti amerò, per sempre. »

Detto ciò, sviene.