Apro, inspiro; tocco, sminuzzo, mescolo. Espiro. Tutto qui, così semplice da non meritare di raccontarlo. Eppure. Apro la scatola di palissandro, umidificata; inspiro il bouquet di profumo dei tabacchi - Virginia da Toscano e da trinciato morbido, note di Havana e Latakia; prendo e appoggio le scatoline di latta sul tavolino, tocco i riccioli di Skiff, carezzo le stringhe di Gawith; sminuzzo il flake, sprimaccio la miscela; continuo annusando fino a fine lavoro, ripongo le scatoline, espiro, chiudo la scatola di legno. Ora immagino il profumo del caffè che sto per metter ad abbrustolire, la nuvola che sprigionerà il calore, il colore del suo sapore. E, mentre gorgoglia, una zaffatina tardiva mi raggiunge con la sua promessa di dolce pungevolezza. È solo tabacco, solo caffè. Ma mi piacete. E - visto come mi trattate - pare io vi piaccia.

( si ringrazia pleens, apologizzando per l’elaborazione imperfetta )