Dal tre agosto ai fine settembre, in PESCHERIA a Trieste : NUR , da Monika Bulaj.

Preparatevi all’imprevedibile.

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( una mia vecchia non-recensione, di tre anni fa ? ) : 

" Fino a domani sera, domenica 31 agosto, è aperta al MIELA di Trieste l’esposizione di fotografie “AURE”.

Ieri – (com)mosso dalle AURE e da ciò che la commozione lascia nel sovrapensiero; scosso da privati dispiaceri, passeggeri ma profondi, provocati da una sensibilità che troppo capisce ma non abbastanza comprende: sollecitato da un piccolo sbattere di veneziane al vento mentre, disteso ad occhi chiusi ripensavo a quelle Aure ed ai miei disinganni - risvegliandomi ho scritto a MB

OPERA d’ARTE / RUMORE CHE RIAPRE / GLI OCCHI MORTI.

Ogni “recensione” che sia davvero adeguata ad un opera d’arte ( o per meglio dire alla forma che ha assunto nella espressione comune il pensiero comunicante del suo autore ) o è un’altra opera d’arte o non è.

E se non (com)muove non è arte.

Le opere da Bulaj ( da, non di ) sono un raro esempio di ispirazione e raziocino, di tecnica e naturalezza: tanto ben fuse da non poter esser divise, e tanto espressive da non poter non venir colte. Il gradimento, la trappola del giudizio valoriale in questo caso salta. E le reazioni ci sono. Nel percorso nella pancia della sala maggiore del MIELA svuotato di sedie l’indifferenza resta fuori, e fuori ce n’è già tanta…

Conosco MB di persona. La sua quasi-inconsapevolezza, unita ad una energia che fa spavento – a una specie di pre-determinazione da rabdomante – , è prodigiosa. La sua aura passa attraverso di lei nelle sue opere. CAZZO che BRAVA!!!

Come sta scritto nello Lie Zi, viaggiare senza sapere dove si sta andando, cercare senza sapere cosa si troverà è un gran bel modo di andare davvero da qualche parte, e di trovare tutto ciò di cui si ha davvero bisogno. ( versione in prosa del Vs. ‘fezionatissimo Sior Bao ) “