Some times I feel sad. But then I remember Leonard Cohen sang a song about erections and I’m not as sad anymore.
Per Parolai Parolieri e Dylaniati soltanto: faccio notare che il testo di questa prima versione, del 1962, forse parte delle ‘stolen studio tracks’ , è diverso sia da quello che compare nel suo irripetibile primo lp, Freewheelin’, sia dalle successive versioni live. La strofa che resta, ovunque e comunque ( fatto ora una sommaria - 6 versioni su chissà quante - verifica ) è l’ultimo:
« I ain’t sayin’ you treated me unkind
You could have done better but I don’t mind
You just kinda wasted my precious time
But don’t think twice, it’s all right. »
NOTA: niente ‘stolen tracks’, altra provenienza, questa: tratta dalla nota che accompagna l’audio su youtube che avete ascoltato.
“I first heard it rumored on Milwaukee School of Engineering - MSOE Radio that this version of ‘Don’t Think Twice, It’s Alright’ by Bob Dylan is the first known original recording of the song from the Fall of 1962. This recording surfaced only on bootleg albums like ‘Ode for Barbara Allen’ in 1974 subtitled as ‘The Minnesota mover returns to the air’ on The Amazing Korneyphone Record Label (TAKREL) from Southern California. During the 1970’s the Korneyphone label was one of the first big record bootlegging outfits in the US. It was derived from Bob Dylan’s performances at The Gaslight Cafe a basement coffee house at 116 MacDougal Street in the Greenwich Village, NY. From 1958 to 1971 performers would play for audiences for free and after the set a basket was passed for customer who wished to tip. The same song became available on another bootleg album entitled ‘Barbed Wire Blues’ in 1977 released on the Singers Original Double Disk Label (SODD). Finally someone took the hint and produced a CD release featuring 10 songs including ‘Don’t Think Twice, It’s Alright’ from Bob Dylan’s recordings at The Gaslight Cafe called ‘Live at the Gaslight 1962’ by Columbia Records released in 2005. It was first only available at Starbucks coffee and the Starbucks Entertainment website www.hearmusic.com in an 18-month coffee shop promo.”
PRINCE, Let’s Go Crazy ( 2013 edition / Remake )
I Nomi e i Volti Segreti di Rrose Sélavy.
Grazie a “le storie”, di Corrado Augias, su Rai3 ogni giorno feriale alle 12.30, ho scoperto Massimo De Nardo, uno scrittore, editore, fotografFiatore e persona davvero interessante; ho scoperto Rrose Sélavy, pseudonimo di Marcel Duchamp, donna fuori del comune, immaginaria ma non irreale. Certe parole, certe lettere vanno custodite, riparate, cercate. A volte le trovi. Indagherò ancora.
Una prima traccia, decisiva : « Rrose Sélavy, or Rose Sélavy, was one of the pseudonyms of artist Marcel Duchamp. The name, a pun, sounds like the French phrase “Eros, c’est la vie”, which translates to English as “eros, that’s life”. It has also been read as “arroser la vie” (“to make a toast to life”). » ( wikipedia )
Altri indizi:
http://www.facebook.com/valerio.fiandra/posts/10151612389624744
C’entra anche Jack Frusciante…, ovvero nIANDRA LaDes!
« Niandra LaDes, an alter ego by John Frusciante, was based on Rrose Sélavy. This character is also featured on the cover of Frusciante’s 1994 album Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt, which is a screenshot from a film by Frusciante’s then-girlfriend, Toni Oswald. This film remains unreleased, though a tradition among the avant-garde is to show the film in the proximity of items bearing a similar resemblance to a Duchampian “fountain”. »
E questo è tutto.
Dirò la mia sciocchezza: Berlusconi ha riportato il suo ( ma proprio suo ) partito alla vittoria in senato ( alla camera mentre scrivo è sotto dello 0,9 per cento e niente è dunque impossibile ) con promesse e affermazioni cui non darà seguito, veramente : tutto quel che voleva, e che ha ottenuto, era mantenere e proteggere i propri interessi. Grillo ha fatto trionfare il M5s ( che non è suo ) con modi e contenuti populisti spesso, ma non privi di ragioni e di vere risposte alla crisi della politica tradizionale e del Paese. Basta guardare la composizione dei parlamentari dei due schieramenti per notare che quelli di B hanno le idee (?) e le intenzioni di B ( evasione fiscale tollerata - condono tombale - immunità - affarismo - … ) , mentre gli attivisti ( quelli nelle liste ma anche gli altri ) dei 5stelle condividono fra loro idee e progetti, sogni e istanze che già esistevano, presenti in larghi settori della società, cui Grillo ha dato organizzazione e comunicazione.
Ora, dunque, è sbagliato secondo me confondere una affermazione frutto di interessi privati e conservatori con quella rappresentativa di interessi comuni e modernizzatori.
Detto ciò non credo che l’azione politica dei parlamentari del M5s sarà semplice: ora che hanno la responsabilità di dover rispondere alle attese dei propri elettori che, come dicevo, sono uniti nel desiderio e nella frustrazione, ma sono necessariamente portatori di interessi diversi e a volte in conflitto fra loro, se non altro in termini di priorità - ora dovranno imparare a fare politica, dopo aver imparato a conquistare credibilità.
La sconfitta ( anche se vincesse alla camera ) del partito che ho votato nasce dal fatto che non ha saputo né comprendere né interpretare né i bisogni né i desideri del popolo di cui dice di essere il naturale rappresentante.
Perché ho votato PD, allora?
Per inerzia, per indolenza e malintesa appartenenza. E per speranza.
Ma di questo scriverò un’altra volta. Forse, se riesco a essere chiaro e onesto.
Un’ultima cosa: non grillizzate il M5s. Non rifate l’errore commesso con Berlusconi. Non si assomigliano loro, tranne che nella forza comunicativa. Non si assomigliano i loro seguaci, fuori o dentro il parlamento.